Per quanto l'Ordine del Tempio sia il più celebrato, il più famoso ed il più epico tra quelli monastico-militari, anzi di tutti gli ordini cavallereschi, non esistono se non pochi modesti studi specificatamente dedicati alle sue imprese militari. Eppure, sui Templari si è scritto di tutto e di più, spesso puntando però ad una storia abbellita ed ingigantita con racconti romanzati che, se pur piacevoli, hanno finito con il falsare la verità storica, in favore di una mitizzazione buona per pubblicazioni vignettistiche e pervasi di un alone di mistero ad uso e consumo di una pubblicistica buona solo per fare cassa.

Certo, non c'è dubbio che mai nessun ordine cavalleresco fu nella storia così potente quanto lo fu quello dei Cavalieri del Tempio agli albori del '300 e che con il rogo, dove perirono tutti i cavalieri con in testa il Gran Maestro Jacques de Molay, i templari escono dalla storia per entrare nella leggenda.

In molti, ancora oggi, provano ad accreditarsi quali eredi diretti di questi mitici Cavalieri e rimane aperto il dibattito sulla loro eredità, che può essere solo morale e culturale, e su chi ne è veramente degno di raccoglierla e rappresentarla.

Maurizio Bonanno, con questo volume, edito da Il Cristallo, prova ad offrire un'occasione diretta a quanti intendono approfondire la conoscenza proponendo loro una serie di "appunti per uno studio dell'epopea templare".

Attraverso questi scritti, che ne tracciano un veloce profilo storico, l'autore ci aiuta a comprendere quanto importante sia stato il ruolo dei Templari e quali sviluppi ne scaturirono dalla loro distruzione ad opera di Filippo il bello; quindi, aggiunge alcune ricostruzioni ed interpretazioni che consentono di capire quanto ancora attuale sia il loro messaggio, perchè già a quel tempo, il loro modo di agire, pensare, operare era decisamente più avanti di chiunque altro.