Maria Concetta Preta, vibonese, prima di dedicarsi alla scrittura ed alla poesia, si è occupata di epigrafia latina, pubblicando nel 1992 il saggio “Il municipium di Vibo Valentia” (I° Premio “Vito Capialbi”). Docente di Lettere Antiche nel Liceo Ginnasio della sua città, membro della delegazione cittadina del F.A.I., ha debuttato nella narrativa con il mistery “Il segreto della ninfa Scrimbia” (Selezione Premio Ibiskos Noir 2012, Pre-finalista Premio Tropea 2013, Concorso Io Scrivo-I Giallisti 2013, Premio letterario “I fili d’Arianna, Marcellinara). Con “La signora del Pavone blu” tenta la strada del noir.

E’ il 15 settembre 1977. E’ un’afosa notte di fine estate.

Mentre Berenice Cassini è sul terrazzo in preda all’insonnia, vede precipitare dal suo attico Jolanda Pascucci, meglio nota come “la signora del Pavone blu”, la boutique più chic di una torbida provincia del Sud cristallizzata nei suoi riti, assuefatta al malcostume, stretta dalle urgenze sociali.

In questo mondo ovattato dove i misteri rimangono imprigionati, il commissario Giulio De Bartolis ed il suo vice Angelo Infante si aggireranno tra snobismi e ipocrisie nel fatuo mondo della moda, costellato da figure emblematiche che nascondono segreti inconfessabili.

Una girandola di personaggi in una società allo sfacelo che tenta di celare la vuotezza di vite perse. Un’indagine serrata dove non mancano i colpi di scena, gli inganni, le tresche, l’amore. Un giallo psicologico e sociale dalle venature noir e rosa per la riscoperta di un’epoca indimenticabile.