Sulle coste che oggi si chiamano di Calabria, Basilicata, Puglia giunsero, narrano i miti, gli antichissimi Peucezio ed Enotro, e vi trovarono popoli; e i coloni greci incontrarono alti monti e feconde pianure. Vi fiorì poesia, scienza, filosofia. Vennero i Romani ad apprendere quelle arti che le dure vicende del governo dello Stato e della guerra avevano loro vietate, e vi affinarono lingua ed animi. La voce delle Muse ioniche non si affievolì nei lunghi secoli del Medioevo e dell'Età moderna, e ancora dei santi monaci scrissero di Dio e dei poeti cantarono l'amore in greco e in latino. Non è dunque inutile che il lettore di oggi, e i giovani delle scuole, conoscano un pò meglio quella Magna Grecia di cui si parla molto senza troppo saperne, e quella cultura ionica più moderna che è affatto ignota...

 

Ulderico Nisticò nasce a Catanzaro Sala e vive a Soverato. Ha insegnato nei Licei. Di formazione classicistica, si cura anche di storia sia generale sia nazionale sia calabrese, e la intende come narrazione di fatti. Ha pubblicato più libri storiografici, e tra questi: "Il ritorno degli Eracliti", 1978; "La cultura della memoria", 1979;"Storia delle Calabrie", 1984; "Ascendant ad montes. La difesa passiva ed attiva della costa ionica in età bizantina", 1999; "Prontuario oscurantista", 2000; "Abele e Caino. Storie della guerra mondiale 1814-2001", 2002; "Controstorie delle Calabrie", 2009; e le edizioni critiche di Grano, Fiore, Destito, Romano, Anania, Arturo; e scritti di storia cittadina. Ha pubblicato anche opere poetiche e di narrativa, tra le quali: "Di Lalage e di Iole (Liriche)", 1975; "Sette novelle metafisiche", 1986; "Il Giulivo", 2003; "L'ospite", 2006; "Resurrexit", 2009; "Poliporto, La Leggenda di Eutimo e Caritea", 2010. Collabora a riviste, quotidiani e televisioni.