Giovanna Moscato

Giovanna Moscato nasce a Catanzaro il 31 maggio del 1970.

Ha collaborato con diversi quotidiani ed è docente di italiano con la passione per la scrittura e la sua terra, la Calabria. 

Anche se in questo testo, con le sfumature del “giallo”, i principali luoghi rappresentati sono più quelli dell’anima, dei sentimenti, “luoghi ideali”, dai colori blu come il cielo e l’azzurro del mare, “luoghi” che superano quelli temporali o spaziali, individuabili in coordinate geografiche.

Diversamente dal primo romanzo “Ritratto in bianco e nero” che aveva un’impostazione descrittiva, in questo si trovano tracce dell’elemento psicologico, dei condizionamenti dell’inconscio.

La storia tratta dell’amore, dei moti dell’animo, ma inizia quasi plasticamente con la morte di Rosaria, madre di Anna, la protagonista, che lascia un vuoto incolmabile nei suoi tre figli e nel marito. Un dolore che il trascorrere del tempo riuscirà a lenire ma non a cancellare.  

  

Un dolore e un vuoto che accompagnano la crescita di Anna, che rischia di perdersi nell’illusorio affidarsi a un bell’imbusto, mentre il vero amore che l’ha accompagnata e protetta da sempre, sembra confuso tra il vociare dei condizionamenti sociali che l’autrice tiene a far risaltare sempre nei suoi scritti, denunciandone la dannosità.

Le uniche vere eroine sono le donne. Solo attraverso di loro si iniziano a vedere i germogli del cambiamento, della rottura dei condizionamenti sociali. E poi si vede la forza, il coraggio, il buon senso delle donne calabresi, giovani o adulte che siano. Un romanzo con sfumature di giallo, perché si caratterizza per l’incisiva presenza di una stolker che attualizza il racconto anche in senso socio-culturale e introduce elementi di suspense